Stellato: “Per l’automotive italiana servono meno regole affinché resti competitiva”

“Dopo l’audizione di John Elkann alla Camera, il dibattito sull’automotive si intensifica, mettendo in evidenza le sfide che il settore sta affrontando a livello globale. Oggi, in un intervento a Rai News, ho sottolineato le criticità che stanno mettendo sotto pressione l’intera industria, dalla transizione green alla crisi del mercato mondiale, resa ancora più complessa da normative troppo disomogenee tra Stati Uniti, Unione Europea e Cina.

Nonostante le difficoltà, uno dei punti salienti dell’intervento di Elkann è stato il riconoscimento del ruolo di Stellantis come il gruppo che, in Italia, deposita il maggior numero di brevetti. Questo è un segnale chiaro di come il settore sia ancora fortemente orientato all’innovazione e rappresenti un asset strategico per il Paese.

Tuttavia, il problema principale che le aziende italiane dell’automotive si trovano ad affrontare non è solo legato alla concorrenza globale, ma anche alla rigidità del contesto normativo e alle modalità con cui vengono erogati e gestiti gli aiuti di Stato. Invece di essere strumenti di crescita e competitività, gli incentivi economici, finanziari e fiscali si trasformano spesso in un freno allo sviluppo. Le imprese, anziché poter competere liberamente sul mercato, si trovano vincolate da una serie di obblighi stringenti che limitano la loro capacità di adattamento e innovazione.

L’automotive italiano ha bisogno di politiche industriali che sostengano realmente la competitività delle imprese, garantendo loro la possibilità di crescere e affrontare le sfide internazionali senza vincoli che, di fatto, le penalizzano rispetto ai concorrenti stranieri. È necessario un nuovo approccio che bilanci sostegno e libertà d’azione, non vanno più concessi aiuti e economici al settore, ma ridotte le regole, permettendo così all’industria di continuare a essere un pilastro dell’innovazione e della produzione nazionale in un contesto che è sempre meno competitivo.”

Così Ezio Stellato, responsabile delle Politiche fiscali dell’Istituto Milton Friedman, intervenuto stamane a RaiNews.