A cura di Melanie Francesca, su “Social People Tgcom24”, la rubrica che vi racconta il mondo dei social e le sue curiosità con i suoi protagonisti. Qui troverete tutto, sulle celebrities e i vip, che al momento mantengono altissimo l’hype sui social

Questi giorni gira nel web il video di Zelenski accolto dal re Mohammed Bin Salman a Riad, sullo sfondo della maestosità da mille e una notte che solo le monarchie arabe possono avere. Un incontro consumato tra abbracci e sorrisi, con tanto di corteo di suonatori e danzatori che ne davano il benvenuto, e poi lo spazio immenso della sala del magilis dove su due troni centrali, isolati, troneggiavano I due capi di stato.
Il magilis è il salotto dove gli arabi accolgono gli ospiti, in genere rigorosamente allineati con le spalle al muro sulla fila di sedie che ne coprono il perimetro, mentre I camerieri passano con il caffé è il the a riempirti il bicchiere. Nelle usanze piu ortodosse il cameriere ha solo tre tazzine in mano che usa a ruota per dissetare I presenti. Un ottimo sistema per distrbuire eventuali virus agli astanti, ma ad esser ligi alla tradizione beuina un modo di condividere forse ogni cosa.
Al di lè del discorso magilis, c’è la realtà di questo re che nel 2017 è salito al trono in modo legittimo anche se quel che ne è conseguito è assomigliato a un colpo di stato. Mi trovavo in quwait, stavo facendo un’esposizione d’arte, quando all’improvviso arriva un amico e mi mostra nel telefonino il video di un amico che dal palazzo reale di Riad mostrava principi e principesse dormire tuti insieme sul pavimento di un enorme salone con un commento: dormiamo qui da qualche giorno, abbiamo paura di esser fatti fuori. Vero o meno, il cambiamento c’è, vista la radicale pulizia che Mohammed bin salman ha fatto del precedente sistema burocratico.
Ministri e principi sono stati arrestati e rinchiusi agli arresti domiciliari nell’hotel ritz di riad con la scusa di corruzione e di liberare quindi il paese dal vampirismo di questi personaggi che a detta del nuovo re hanno vessato il popolo e lo stato per decenni. Tra I detenuti un amico, che da un momento all’altro si è visto sequestrato nella prigione a cinque stelle pur stando a dubai, lasciando moglie e figli lontani, rivendendoli in sporadiche visite di quest’ultimi qualora ne avessere avuto il permesso.
Non meraviglia che Donald Trump voglia essere amico del progressista leader che promette con il progetto di Vision 2030 una ricostruzione maestosa dell’arabia saudita su modello emiratino, con città futuriste dai grattacieli che diventano le nuovi cattedrali del progresso. Un rinascimento arabo simile appunto a dubai che possa aprire le porte a questi paesi qualora un giorno il petrolio finisse o anche solo che possa arricchirli culturalmente in questa grande epoca di cambiamento dove il mondo superati i confini geografici sta diventando mondialista.
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